“La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”

Gaber ha provato e riprovato a farcelo capire. In una “realtà” dove il termine “distopico” ha già visto tramontare qualunque assurda idea di “futuro” Orwelliana, ha cominciato a considerare il non considerabile come apparentemente normale, e le cui variabili sembrano aver assunto la schizofrenia inarrestabile di chi si muove a caso in una pista senza confini, provare a ridisegnare mentalmente l’idea di libertà non è affatto semplice. Il film infatti che ci viene proiettato spesso non ha delle buone recensioni: drammi sociali, furti, disagi, rabbia, odio e servilismo sono all’ordine del giorno, e sembrano avere la capacità di auto-replicarsi con una semplicità a volte disarmante.

Ecco quindi che lo strumento libertà entra necessariamente in campo, però questa volta con un accezione diversa, differente, non puramente libera, a volte quasi costretta in uno spazio dove non può naturalmente essere contenuta. Allontanarsi, isolarsi, cercare di trovare da qualche parte e in qualche modo una minuscola isola felice dove poter tornare a respirare, senza oppressioni e obblighi, sembra un elemento fondamentale oggi più che mai per tentare la sopravvivenza, e forse in parte lo è. Ma c’è un ma. Essere liberi, ma esserlo davvero, implica non solo poter esprimere il proprio sentire senza vincoli e oppressioni, ma vuol dire soprattutto assumere parole come responsabilità, coraggio, impegno e tanta, tanta dedizione, nel cercare di costruire prima e difendere poi, uno stato fondamentale per la sopravvivenza psico-fisica del nostro involucro e dell’essere che incarniamo, qualcosa che va ben oltre il volersi isolare al riparo da tutto e tutti in una cascina sperduta in mezzo al niente ventiquattro ore al giorno, sapendo che il film tanto lo stanno trasmettendo da un’altra parte e pure senza sottotitoli. La libertà richiedere presenza.

C’è bisogno di lottare, c’è bisogno di esserci, c’è bisogno di mettere al servizio di questa vita e proprio di questa società, sfoderandola con la forza della gioia, la spada del guerriero di luce che è in noi, il potere infinito innato dell’amore per la condivisione comunitaria dell’esistere e del voler vibrare alla stessa frequenza, perché proprio quando tutto sembra buio e senza verità, complicato e corrotto, complesso e inanimato, allora più che mai c’è bisogno di portare non solo parole ma ESEMPI di vita, di cuore, di coraggio e di amore, partecipando, contrastando, coinvolgendo e portando radiante luce attraverso l’essenza infinitamente magica che in questa “realtà” ci è stata donata, l’essere.

Che la forza sia con voi, sempre.

Ale